Dott. Antonio Ferro

MEDICO CHIRURGO
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OLIGOTERAPIA E MEDICINA FUNZIONALE

La parola prende origine da “oligos” che in greco significa “piccolo, poco”, ad indicare una minima quantità. Si tratta di una terapia che utilizza gli oligoelementi, cioè sostanze minerali semplici ma indispensabili per gli organismi sia vegetali che animali, messi a disposizione dell'uomo dalle rocce, attraverso il suolo, le piante e gli animali. Questi elementi però, benchè presenti in bassa percentuale nel corpo, svolgono funzioni fondamentali e importantissime per mantenere la vitalità del corpo umano. Ne bastano quindi pochi, una minima presenza per avere l'effetto desiderato. Il ruolo degli oligoelementi nella materia vivente venne scoperto da Gabriel Bertrand (1867-1962): “infinement petits chimiques”, così li ha denominati lui! Earl Mindell scrive a proposito che i minerali sono la Cenerentola della nutrizione, e che le vitamine non possono funzionare né venire assimilate, senza l'aiuto dei minerali, dato che l'organismo può sintetizzare alcune vitamine, ma non può sintetizzare un solo minerale. Ciò significa curarsi e rigenerarsi con l'ausilio di minerali o di metalli, che per l'organismo umano risultano essere delle sostanze preziose indispensabili per la vita. L'Ossigeno, il Carbonio, l'Idrogeno, l'Azoto, Il Fosforo, lo Zolfo, il Cloro, il Calcio, il Potassio, il Silicio, il Sodio ed il Magnesio compongono il 99,98% dei minerali presenti nell'organismo e sono necessari per la sopravvivenza, poiché possedendo la capacità di attivare organi e di stimolare il metabolismo. Solamente lo 0,02 % dei minerali sono rappresentati da minerali in traccia: Alluminio, Argento, Arsenico, Bromo, Cobalto, Cromo, Ferro, Germanio, Iodio, Litio, Nichel, Manganese, Oro, Rame, Selenio, Vanadio, Zinco, che sono anch'essi di gran valore nel consentire svariati processi metabolici. Nonostante si tratti di elementi-traccia la carenza di uno o più oligoelementi induce patologie dapprima funzionali (disunzioni metaboliche, endocrine, neurovegetative) e, a lungo andare, anche organiche, ossia lesioni patologiche. L'oligoterapia, diversamente dalle cure tradizionali, viene praticata nell'ottica di ricercare un nuovo equilibrio tra malattia e salute, in quanto bisogna reinterpretare il nostro organismo come un terreno da curare, apportandogli regolarmente oligoelementi ad alta biodisponibilità, per produrre trasformazioni sullo stato di salute di una persona, in modo che le cellule reagiscano fisiologicamente ad una aggressione esterna o interna, microbica, fisica o chimica che sia. Si cerca quindi di aumentare la reattività immunitaria del soggetto, rispettando la fisiologia dell'organismo ed incrementandone le capacità di risposta. Ogni individuo è un insieme di attività enzimatiche che avvengono ritmicamente in ogni singola cellula, tessuto od organo dell'intero corpo umano, in modo che ci sia controllo per qualsiasi situazione che possa accadere non solo intrinsecamente ma pure esternamente alla persona, così da avere una previsione delle attività cellulari ottimale, ed accurata, sia per il presente che per il futuro prossimo a venire. La correzione non è solo momentanea, verrà memorizzata nelle varie attività enzimatiche e nella memoria biologica delle cellule dell'individuo e come tale vi rimarrà il più a lungo possibile, una cura nel tempo , non un palliativo, una cura vera e propria. E' d'obbligo affermare che un organismo ben funzionante non ha alcuna carenza in termini di oligoelementi o di elementi in traccia, e che questi sono sufficientemente biodisponibili. Nella nostra pur ricca alimentazione assumiamo molti oligoelementi, ma spesso non utilizzabili, non biodisponibili cioè, in quanto li introduciamo già chelati, sia per il fall-out atmosferico, sia per l'introduzione di acque contenenti sostanze chelanti ed inquinanti, o per l'uso di farmaci, o dei conservanti. Gli esempi ora riportati si riferiscono agli oligoelementi presenti non perchè in quantità ponderale, bensì per le loro qualità, le loro capacità di essere assorbiti e biodisponibili. Cioè non è assolutamente necessario somministrare dosi massive per colmare le carenze o le necessità funzionali dei vari apparati. Gli oligoelementi favoriscono attività enzimatiche ed ormonali, nonché il flusso degli ioni Na+, K+, Ca++, Mg++ ,elementi alcalini, attraverso le membrane cellulari, necessari per l'eccitabilità e la contrattilità cellulare. Un deficit di Mg++ causa un'ipersensibilità allo stress e spasmofilia. Una carenza di litio, alcalino, lascerà entrare più sodio nelle cellule nervose rendendole meno eccitabili con sintomi di ansia e depressione. Una carenza di Manganese sarà all'origine di problemi respiratori o reazioni allergiche con eccesso di istamina. Una riduzione dello zinco può causare problemi sia al metabolismo degli zuccheri che all'azione stimolante e modulante delle difese immunitarie. L'associazione Zn-Ni-Co regola gli assi ipofisi-pancreas ed ipofisi-surrenali, e Zn-Cu l'asse ipofisi-tiroide. L'emoglobina trasporta ossigeno dal sangue a tutti gli organi grazie alla presenza di Fe++ legato all'enzima protoporfirina, e della vitamina B12 che contiene Co++, sempre legato alla protoporfirina. Il corpo umano contiene solamente 4 gr di Ferro e di questi solo 2 \3 si trovano nel sangue, quindi che necessità c'è di introdurre Ferro in grandi pastiglie o flebo dolorose? Un farmaco ha bisogno di concentrazioni appropriate per poter agire in un determinato tessuto, agisce cioè per quantità, un oligoelemento no, agisce per qualità, essendo un bioattivatore! Tra l'altro, il Cu++, ionizzato e a bassissime dosi può risolvere un problema di anemia di lunga durata, così come agire da anti infiammatorio ed anti infettivo contro infezioni virali, quali l'influenza. Anche il DNA ha bisogno degli oligoelementi per poter aprire le catene elicoidali e replicarsi, così da formare nuove cellule vitali: Cu++, Fe++, Mn++, Co++, Ni++, Zn++, Cr++, V++, Au++, Ag++, Hg++, Mo++, cationi attivatori.

CHELAZIONE

Allorchè un qualunque minerale cationico è introdotto nel corpo umano, ecco che subito viene attaccato da sostanze chelanti, cioè antiminerali, che cercano di imprigionarlo e di renderlo non biodisponibile, causando dei blocchi nella produzione energetica cellulare. Il Na+ ed il K+ raramente vengono chelati. Mentre il Ca++, il Mg++ ed il Mn++ sono più frequentemente chelati. Farmaci quali: antisettici, antibiotici, antivirali, citostatici, antimicotici, antiinfiammatori, cortisonici, salicilati, antitiroidei, etc... sono tutti agenti chelanti degli elementi minerali cationici. Gli antibiotici ad esempio chelano principalmente il Mg++, utilizzato dai batteri gram+ per riprodursi. Le tetracicline chelano i seguenti metalli cationi bivalenti: Mg++, Mn++, Zn++, Ca++, Fe++, Cu++,Ni++, Co++. Ci sono chelanti nelle acque inquinate chimicamente: cloruro di sodio, fosfati, nitrati, nitriti, ammoniaca, antimonio, argento, bario, arsenico, berillio, bismuto, boro, stagno, molibdeno, nichel, piombo, selenio, stronzio, vanadio, zinco, ecc. Tensioattivi, pesticidi, DDT, additivi alimentari, ma anche profumi, coloranti, edulcoranti, emulsionanti, e gelificanti, gas di scarico delle auto, mercurio, diossina, antiossidanti come l'aspirina o il tocoferolo ed i polifenoli, il flavonolo, il catecolo, etc. La lista delle sostanze tossiche nonché chelanti è in continuo aumento, così come le malattie ed i decessi. Potremmo dire che il corpo si ritrova sempre più sregolato, con attività enzimatiche ridotte ed altre aumentate. Gli oligoelementi servono a riequilibrare proprio le funzioni alterate e riportarle nella normalità, liberando i cationi imprigionati.

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